Viaggiare da soli. La prima volta che ne ho sentito parlare, ho pensato che non sarebbe stata la scelta giusta per me. Eppure, quel febbraio del 2018, mi sono ritrovato su un aereo diretto a Bogotà, con uno zaino in spalla e nessuno al mio fianco. Destinazione: 14 mesi in Sud America, completamente solo.
Se sei qui, probabilmente stai valutando l’idea di partire da solo/a per la prima volta, o forse cerchi conferme che viaggiare in solitaria possa essere la scelta giusta per te. Non ti dirò cosa fare – non sono qui per convincerti – ma voglio raccontarti cosa ho imparato, quali errori ho commesso e cosa rifarei domani stesso.
Se ancora non mi conosci, sono Fabio, travel blogger e fotografo specializzato in viaggi outdoor e avventure in natura selvaggia. Da anni esploro il mondo zaino in spalla, documentando culture autentiche e percorsi fuori rotta. Seguimi su Instagram per altri contenuti e ispirazione 👉 @vitadawanderlust
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Perché ho deciso di partire da solo
Fino al 2017 avevo sempre viaggiato in coppia e, molto raramente, in gruppo. Non perché non avessi amici con cui condividere l’avventura, ma semplicemente perché avevamo visioni diverse del viaggio. Loro cercavano la classica vacanza rilassante – spiaggia, cocktail, zero stress. Io volevo scoperta, avventura, svegliarmi all’alba per un trekking impossibile.
C’era anche un altro aspetto: la mia bassa propensione a scendere a compromessi. Lavorando tutto l’anno, quelle poche e tanto agognate ferie non volevo sprecarle facendo cose che non mi entusiasmavano davvero.
Poi è successo qualcosa che mi ha stravolto letteralmente la vita e ha dato il via a qualcosa che fino a quel momento vedevo lontanissimo da me: partire per un viaggio in solitaria lungo, molto lungo.
Quando a fine 2017 ho deciso di lasciare tutto e partire, non ho avuto dubbi sulla mia volontà di viaggiare da solo. Anzi, quando ho iniziato a parlarne sui social, alcuni ragazzi mi hanno contattato per unirsi, ma ero convinto: volevo partire solo!
Volevo vivere questa esperienza al massimo e senza vincoli. Non precludermi nulla solo perché un compagno di viaggio avesse un’idea diversa dalla mia. E così, a febbraio 2018, ero pronto per il mio primo viaggio in solitaria.
Viaggiare da soli: destinazione Sud America.
Ebbene sì, per il mio primo viaggio da solo avevo scelto una meta che all’epoca molti consideravano “pericolosa” – soprattutto per un viaggiatore solitario. La mia prima tappa? Bogotà. E per la prima notte mi sono affidato a Couchsurfing, dormendo a casa di Luis, uno sconosciuto trovato su un’app.
Se non conosci Couchsurfing, ti spiego velocemente: è una piattaforma che mette in contatto viaggiatori con persone locali (gli “host”) che offrono gratuitamente un divano o un letto dove dormire. Non è un servizio di prenotazione come Booking – è una community basata sulla fiducia e lo scambio culturale. Gli host hanno profili con recensioni di altri viaggiatori, così puoi capire con chi hai a che fare prima di chiedere ospitalità.
Quando l’ho raccontato ad amici e parenti, mi hanno letteralmente preso per pazzo. “Bogotà, da solo, a casa di uno sconosciuto? Ma sei impazzito?”
Eppure, a casa di Luis mi sono sentito a mio agio come mai avrei immaginato. Dopo quella esperienza ho usato Couchsurfing molte altre volte, sia per dormire che per conoscere persone del posto e scoprire luoghi autentici, lontani dalle rotte turistiche.
I vantaggi di viaggiare da soli (quelli veri)
La libertà assoluta
Il primo, innegabile vantaggio è la libertà totale. Nessun compromesso, nessuna negoziazione. Vuoi cambiare programma all’ultimo? Lo fai. Vuoi fermarti tre giorni in un paesino di cui nessuno ha mai sentito parlare? Perfetto. Vuoi saltare una meta perché non ti convince? Via, si cambia rotta.
Durante il mio viaggio in Sud America ho modificato l’itinerario innumerevoli volte. Se avessi viaggiato con qualcuno, sarei impazzito – o avrei fatto impazzire l’altro/a.
Impari le lingue (davvero)
Sono partito verso il Sud America senza conoscere né spagnolo né portoghese, e parlando un pessimo inglese. Alla fine dell’avventura parlavo benissimo lo spagnolo, discretamente il portoghese e avevo persino migliorato l’inglese.
Come? Semplice: quando sei solo, devi parlare. Non hai alternative. Non puoi delegare a un compagno di viaggio la prenotazione, la domanda al locale, la conversazione con la gente. Sei costretto a buttarti, a sbagliare, a imparare.
Conosci molte più persone
Può sembrare un paradosso, ma viaggiare da soli ti permette di conoscere molte più persone rispetto a quando viaggi in coppia o in gruppo.
Dormendo in ostello, in camerate condivise, avevo quasi sempre la possibilità di fare nuovi incontri. Parlavo con altri viaggiatori, ci scambiavamo consigli sulle cose da vedere, sulle avventure da vivere. I discorsi erano diversi da quelli che avevo lasciato a casa, e questo mi permetteva di aprire la mente e ampliare la mia visione del mondo.
In ostello è pieno di viaggiatori solitari pronti a scambiare due chiacchiere, condividere una birra o un’esperienza. Ed è proprio in questi momenti che nascono le amicizie più belle.
Ero agli ultimi giorni in Colombia, a Popayán, quando conobbi un ragazzo inglese e una ragazza canadese. Ognuno di noi viaggiava da solo, ma senza vincoli decidemmo di condividere tre settimane di viaggio, avventure e trekking attraverso l’Ecuador. Condividevamo alcune spese (abbassando i costi), ma mantenevamo la nostra libertà.
Impari a fidarti del tuo istinto
Viaggiare da solo mi ha insegnato a fidarmi delle persone che incontravo lungo il cammino, ma anche – e soprattutto – a fidarmi del mio istinto.
Quando facevo autostop, quando accettavo di dormire a casa di qualcuno, quando condividevo un passaggio. In queste situazioni ho sempre ascoltato il mio istinto e, fortunatamente, mi ha sempre dato buone intuizioni.
Questo non significa abbassare la guardia, anzi, ma imparare a distinguere tra paura irrazionale e segnali reali di pericolo.
Cresci come persona
Quando sei solo non hai alternative: devi rimboccarti le maniche e risolvere problemi e imprevisti. Non hai nessuno a cui chiedere aiuto immediato. Ed è proprio nelle situazioni difficili che cresciamo, impariamo, ci rafforziamo.
Quando tutto fila liscio proseguiamo tranquilli, ma non cresciamo. Il mio primo viaggio in solitaria di 14 mesi in Sud America mi ha arricchito come poche esperienze al mondo. Mi ha messo alla prova con piccole e grandi sfide che ho dovuto affrontare e superare da solo.
Le sfide del viaggiare in solitaria (e come affrontarle)
La solitudine esiste (e va bene così)
Diciamolo chiaramente: viaggiare da soli significa non poter condividere gioie, dolori e problemi con qualcuno di intimo. E questo, a volte, pesa.
Finire un trekking sfiancante, raggiungere un punto panoramico mozzafiato e non avere qualcuno con cui condividere quel momento magico può, in alcuni casi, smorzare un po’ l’emozione.
Durante il viaggio mi sono capitate situazioni in cui avrei voluto condividere l’esperienza con qualcuno di speciale. Soprattutto nella seconda metà del viaggio, quando andavo al mare, ogni tanto mi annoiavo. In quei momenti avrei voluto avere qualcuno al mio fianco.
Ma sai cosa facevo? Cambiavo programma, andavo da qualche altra parte, cercavo nuove avventure. La bellezza di viaggiare da soli è anche questa: puoi modificare i piani quando vuoi.
Attenzione però: se la solitudine dovesse presentarsi per la maggior parte del viaggio, forse viaggiare da soli non è la scelta giusta per te. Ed è assolutamente normale. Non tutti siamo fatti per questo tipo di esperienza.
I costi possono essere più alti
Alcuni tour, servizi o trasporti costano di più quando non si condividono le spese. Nei luoghi dove non ci sono ostelli, una camera privata può costare il doppio rispetto a dividere i costi con un compagno di viaggio.
La soluzione? Sfrutta le opportunità per risparmiare:
- Ostelli con camerate (risparmi e socializzi)
- Couchsurfing (dormi gratis e conosci local)
- Volontariato con vitto e alloggio incluso
- Autostop
La sicurezza richiede più attenzione
Quando sei solo devi avere gli occhi aperti. Sempre. Ho diversi amici che, purtroppo, hanno vissuto brutte esperienze durante i loro viaggi in solitaria.
I miei consigli per viaggiare sicuri:
Ascolta i consigli dei local. Quando gli abitanti del posto ti sconsigliano di andare in una certa zona della città o di non portare l’attrezzatura fotografica, ascoltali. Possono sembrare eccessivi, ma loro conoscono la realtà locale meglio di te. La sicurezza e la vita vengono prima di qualsiasi foto.
Usa solo taxi ufficiali o app. Uber, Grab, Cabify o similari ti permettono di sapere chi è il tuo autista e avere la destinazione registrata. In caso di problemi, c’è traccia del viaggio.
Attenzione alle app d’incontri. Se le usi, fai sempre la prima conoscenza in luoghi pubblici e non bere da bicchieri o bevande già aperte. Possono sembrare consigli da “nonno”, ma alcuni amici sono stati drogati e, nelle situazioni migliori, si sono risvegliati in camera derubati. Altri in letti d’ospedale.
Avvisa sempre qualcuno. Quando ti sposti, fai sapere a qualcuno dove vai. Può essere un messaggio a un amico, un post sui social, un messaggio all’host dell’ostello.
App e strumenti indispensabili
In questi anni di viaggi ho testato decine di app. Queste sono quelle che davvero fanno la differenza:
Per dormire e socializzare
Couchsurfing: Mette in contatto viaggiatori con host locali che offrono un letto o un divano gratuitamente. Non è solo per risparmiare – è un’occasione incredibile per conoscere la cultura locale attraverso chi ci vive. Luis a Bogotà mi ha fatto scoprire angoli della città che nessuna guida menzionava.
Booking.com: La mia scelta principale per prenotare ostelli e guesthouse. All’inizio usavo anche Hostelworld, ma con il tempo ho preferito Booking per gli sconti Genius che accumuli prenotando regolarmente. Trovi praticamente qualsiasi tipo di alloggio con recensioni verificate e cancellazione flessibile nella maggior parte dei casi.
La ricerca porta a porta: Quando viaggiavo in gruppo o in località non troppo turistiche e durante periodi di bassa stagione, andavo direttamente di porta in porta. Vedere la struttura con i propri occhi, parlare con i proprietari e contrattare il prezzo è un’esperienza che ti fa risparmiare e ti permette di trovare posti autentici che non trovi online. Ovviamente funziona meglio in Sud America, Asia o piccoli paesini – nelle grandi città europee è più complicato.
Hostelworld / Booking.com: Per prenotare ostelli. Leggi sempre le recensioni e scegli ostelli con spazi comuni – sono fondamentali per socializzare.
Per il volontariato
Workaway e Worldpackers: Sono piattaforme che mettono in contatto viaggiatori con host che cercano volontari. In cambio di qualche ora di lavoro al giorno (solitamente 4-5 ore), ricevi vitto e alloggio gratuiti.
Le opportunità sono tantissime: lavorare in ostelli, fattorie, progetti ambientali, scuole, rifugi per animali. Non solo risparmi, ma vivi esperienze autentiche e conosci persone fantastiche.
La mia prima esperienza di volontariato è stata a Puerto Varas, in Cile, in un piccolo ostello dall’ambiente così accogliente da sentirmi a casa. Ho conosciuto persone incredibili, in primis la proprietaria, e fermarmi in quel paesino alle porte della Patagonia è stata un’esperienza che porto ancora nel cuore.
Per spostarsi e comunicare
Uber / Grab / Cabify: Sicurezza e tracciabilità. In Sud America, ma anche in Asia, queste app sono essenziali.
12GO: Indispensabile per prenotare trasporti in Asia (ma non solo). Bus, treni, traghetti, voli – trovi tutto in un’unica app con prezzi chiari e possibilità di confrontare diverse opzioni. In Sudest asiatico è praticamente essenziale, ti risparmia code infinite alle biglietterie e ti garantisce il posto sui mezzi più richiesti.
Google Translate: Indispensabile quando non parli la lingua locale. La funzione fotocamera è magica: inquadri un menù, un cartello, una scritta qualsiasi e la traduce istantaneamente. Puoi anche usare la traduzione simultanea per conversazioni vocali.
ChatGPT o altre AI: Oggi l’intelligenza artificiale è utilissima per traduzioni più articolate, per ottenere consigli su cosa vedere, o per risolvere dubbi pratici al volo. Io la uso spesso per comunicare meglio quando le barriere linguistiche sono complicate.
Rome2Rio: Per capire come spostarsi da un punto A a un punto B, confrontando tutte le opzioni (bus, treno, aereo).
Maps.me: Mappe offline dettagliatissime. Salvavita quando non hai connessione.
SIM locale o eSIM: Fondamentale in un paese fuori dalla Comunità Europea. Comprare una SIM locale costa poco (spesso 5-15€) e ti garantisce connessione dati sempre. Se il tuo smartphone supporta le eSIM, ancora meglio – le attivi direttamente online prima di partire senza dover cercare un negozio all’arrivo.
Viaggiare da soli: consigli pratici per gli ostelli
Gli ostelli sono stati la mia casa per mesi, forse per anni. Ecco cosa ho imparato:
Porta i tappi per le orecchie se hai il sonno leggero. Nelle camerate c’è sempre qualcuno che russa, arriva tardi o parte all’alba.
Un lucchetto robusto è essenziale per chiudere l’armadietto con le cose preziose. Non fidarti mai al 100%.
Scegli ostelli piccoli (sotto i 50 posti letto) se vuoi socializzare davvero e creare connessioni autentiche. Quelli enormi sono più impersonali. Se invece ami la movida e il divertimento, cerca i Party Hostel – organizzano serate, pub crawl e attività di gruppo. Perfetti se vuoi conoscere gente in modo più dinamico e festaiolo.
Partecipa alle attività comuni: cene condivise, tour organizzati, serate giochi. Sono l’occasione migliore per rompere il ghiaccio.
Le camerate miste o single-gender? Sta a te, ma quelle miste solitamente hanno un’atmosfera più rilassata e meno “camerata militare”.
La cucina comune è oro. Uno dei posti migliori per socializzare negli ostelli è proprio la cucina condivisa. Mentre prepari la cena, scambi ricette, consigli di viaggio, e nascono le conversazioni più belle. Ho conosciuto alcuni dei miei migliori compagni di avventura davanti ai fornelli, tra una pasta aglio e olio e una birra condivisa.
Viaggiare da sole: consigli per le donne
Molte donne mi chiedono se viaggiare da sole sia sicuro. La risposta onesta è: dipende dalla destinazione, da come ti muovi e dalle precauzioni che prendi.
In questi anni ho conosciuto tantissime viaggiatrici solitarie che hanno vissuto esperienze incredibili in ogni angolo del mondo. Certo, alcuni accorgimenti in più non guastano.
Qualche consiglio specifico:
Scegli ostelli con camerate solo donne se preferisci maggiore privacy e sicurezza. Molti ostelli offrono questa opzione.
Vesti in modo rispettoso della cultura locale, soprattutto in paesi più conservatori. Non è questione di limitare la tua libertà, ma di viaggiare intelligenti e ridurre attenzioni indesiderate.
Evita di camminare da sola di notte in zone sconosciute o poco illuminate. Usa sempre taxi ufficiali o app dopo il tramonto.
Connettiti con altre viaggiatrici. Nei gruppi Facebook dedicati ai viaggi in solitaria ci sono migliaia di donne che condividono esperienze, consigli e spesso si incontrano per condividere tratti di viaggio.
Fidati del tuo istinto. Se una situazione non ti convince, allontanati. Sempre. Non c’è foto o esperienza che valga il rischio.
Viaggiare da soli: come scegliere la destinazione giusta per iniziare
Se è il tuo primo viaggio in solitaria, la scelta della destinazione è fondamentale. Io ho scelto il Sud America ed è stata la scelta giusta che rifarei altre miliardi di volte.
Molti scelgono il Sudest asiatico per il primo viaggio da soli, e dopo esserci stato lo confermo: è oggettivamente più facile e sicuro. La tranquillità di girare da solo, in molti posti anche di notte, senza avere la minima sensazione di pericolo, di portare con sé l’attrezzatura fotografica senza preoccupazioni, è una cosa impagabile che rende il viaggio più sereno e ti permette di goderti davvero l’esperienza.
Ma attenzione: anche nei luoghi più sicuri, tieni sempre gli occhi aperti. Non sappiamo mai chi incrociamo lungo il nostro cammino.
Destinazioni ideali per iniziare:
- Sudest asiatico: Thailandia, Vietnam, Cambogia – pieni di viaggiatori solitari, economici, sicuri, infrastrutture pensate per backpackers
- Europa: Sicura, trasporti efficienti, molti ostelli, facile socializzare
- Portogallo, Spagna: Clima ottimo, costo contenuto, gente accogliente
- Nuova Zelanda, Australia: Inglese, natura straordinaria, infrastrutture eccellenti
Inizia con un viaggio breve – una settimana, dieci giorni – per capire come ti trovi. Non lanciarti subito in un’avventura di mesi se non sei sicuro.
Scegli luoghi dove ci sono molti viaggiatori solitari. Più facile socializzare, più servizi adatti, più esperienze condivise.
L’opportunità del Working Holiday Visa
Se hai meno di 30-35 anni (dipende dal paese), c’è un’opportunità incredibile che unisce viaggio e vita all’estero: il Working Holiday Visa (WHV).
Alcuni paesi, Australia, Nuova Zelanda, Canada, per citarne alcuni, offrono visti che ti permettono di vivere e lavorare legalmente per 1-3 anni. Non è solo turismo: è un’esperienza di vita completa. Lavori per mantenerti, viaggi nel tempo libero, ti immergi davvero nella cultura locale.
Io, purtroppo, per età non sono riuscito a sfruttare questa incredibile opportunità. Ma se tornassi indietro mi sarebbe piaciuto vivere un po’ in Nuova Zelanda e Canada, dopo i due anni trascorsi in Australia. Se hai l’età giusta, valuta seriamente questa opzione – è un’esperienza che ti forma come poche altre.
[Qui potrai trovare tutte le informazioni sul WHV australiano e su come ottenerlo]
La mia vita oggi: cosa mi ha lasciato il viaggio in solitaria
Quel primo viaggio in solitaria mi ha cambiato profondamente. Mi ha insegnato a fidarmi di me stesso, a cavarmela in qualsiasi situazione, a capire cosa voglio davvero dalla vita.
Oggi continuo a viaggiare, spesso con Marika (la mia compagna di avventure), ma mantengo sempre quella libertà e quella capacità di stare bene anche da solo che ho imparato in quei 14 mesi.
Il viaggio in solitaria non ti rende antisociale o chiuso, al contrario. Ti insegna che puoi goderti la compagnia degli altri senza dipenderne, che puoi essere felice da solo ma anche condividere momenti speciali quando vuoi.
Viaggiare da soli: domande frequenti
È sicuro viaggiare da soli? Dipende dalla destinazione e dalle precauzioni che prendi. In generale, milioni di persone viaggiano da sole ogni anno senza problemi. La chiave è informarsi, ascoltare i consigli locali e usare il buon senso.
Quanto costa viaggiare da soli? Può costare di più rispetto a viaggiare in coppia (camere singole, tour non condivisi), ma ci sono moltissimi modi per risparmiare: ostelli, Couchsurfing, volontariato, cucinare da sé.
Come faccio a non sentirmi solo? Scegli ostelli con spazi comuni, partecipa ad attività di gruppo, usa app per incontrare altri viaggiatori o local. Ricorda: viaggiare da soli non significa essere sempre soli.
Qual è la destinazione migliore per iniziare? Portogallo, Spagna, Thailandia o Nuova Zelanda sono ottime per un primo viaggio. Sicure, piene di viaggiatori, facili da girare.
E se non parlo altre lingue? L’inglese base basta nella maggior parte dei luoghi turistici. E vedrai che viaggiando da solo imparerai velocemente. Non avrai alternative!
Viaggiare da soli: conclusione
Viaggiare da soli non significa essere sempre soli. Anzi, nella maggior parte dei casi sarai in compagnia di altri viaggiatori, di gente del posto, di esperienze che non avresti mai vissuto viaggiando in gruppo.
Ho sempre avuto più difficoltà a conoscere gente nelle grandi città rispetto ai paesini o ai luoghi immersi nella natura. Ma forse è una mia propensione, perché non amo particolarmente le metropoli.
Ci saranno momenti di solitudine. È normale, non siamo robot. Ma se quella solitudine diventa oppressiva per la maggior parte del viaggio, forse viaggiare da soli non fa per te. E va benissimo così – ognuno ha il suo modo di vivere il viaggio.
Il mio consiglio? Prova. Inizia con qualcosa di breve, gestibile, non troppo lontano. Guarda come ti senti. Ascolta le tue emozioni. E se ti piace, il mondo è enorme e pieno di meraviglie che aspettano solo te.
Sono Fabio, travel blogger e fotografo specializzato in viaggi outdoor e avventure in natura selvaggia. Da anni esploro il mondo zaino in spalla, documentando culture autentiche e percorsi fuori rotta. Condivido solo esperienze vissute in prima persona: consigli pratici, costi reali e errori da evitare. Il mio obiettivo è aiutarti a pianificare viaggi autentici, non farti solo sognare.
Hai mai viaggiato da solo? O stai pensando di farlo? Raccontami nei commenti quali sono i tuoi dubbi o le tue esperienze.





