Cosa vedere a Yogyakarta in 2 giorni: Borobudur e Prambanan

da Fabio Dentico
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Sono le 3:30 del mattino, fuori è ancora buio e ho già in mano la breakfast box che avevo chiesto all’hotel di Yogyakarta la sera prima. Davanti a me c’è un’ora di strada per raggiungere il colle da cui guardare il sole sorgere sulla valle del Borobudur, considerato il tempio buddista più grande del mondo.

Se stai cercando cosa vedere a Yogyakarta, parto da una confessione: i templi e le città non sono il mio genere. Ero già stato qui anni fa per vedere Borobudur e Prambanan, e mai avrei pensato di tornarci. Ma la vita è spesso imprevedibile, e ad agosto ero di nuovo da queste parti: la mia terza volta in Indonesia, la seconda a Yogyakarta. Se vuoi visitare questi due templi, tra i più importanti di tutto l’arcipelago indonesiano, questa città nel cuore di Giava è la base più comoda.

In questa guida ti racconto cosa vedere a Yogyakarta in 2 giorni, come ho organizzato le visite ai templi, quando conviene andarci e il mese che, potendo scegliere, eviterei.

In questo articolo:
  1. Dove si trova Yogyakarta e come arrivare
  2. Quando andare a Yogyakarta
  3. Cosa vedere a Yogyakarta in 2 giorni
  4. Cosa vedere a Yogyakarta all’alba: il Borobudur
  5. Prambanan e la leggenda dei mille templi
  6. Cosa vedere a Yogyakarta oltre ai templi
  7. Dove dormire a Yogyakarta
  8. Consigli pratici per Yogyakarta
  9. La mia esperienza a Yogyakarta
  10. Conclusione

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Per vedere l’alba sul Borobudur sono partito alle 3:30, nel buio, con ancora addosso la stanchezza di un viaggio lunghissimo dall’Italia: un’ora di strada e poi la salita a piedi fino in cima al colle.

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Dove si trova Yogyakarta e come arrivare

Yogyakarta, che tutti qui chiamano semplicemente Jogja, si trova nella parte centro-meridionale dell’isola di Giava. È il capoluogo di una regione speciale che ha ancora un sultano come governatore e, da qui, si raggiungono facilmente i due templi: Prambanan è a circa 17 chilometri verso nord-est, il Borobudur a circa 40 chilometri verso nord-ovest.

Io sono arrivato con un volo interno da Giacarta, che dura poco più di un’ora. L’aeroporto internazionale (YIA) si trova fuori città, nel distretto di Kulon Progo, e il tempo per raggiungere il centro dipende molto dal traffico e dal mezzo che scegli: io sono atterrato in tarda serata e in auto ho comunque impiegato più di un’ora. Per non pensarci all’ultimo, puoi prenotare il transfer dall’aeroporto all’hotel su GetYourGuide; in alternativa c’è il treno dell’aeroporto, che arriva alla stazione di Yogyakarta Tugu, ma da lì devi ancora raggiungere il tuo alloggio.

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Se preferisci viaggiare via terra, da Giacarta partono treni e bus: il treno impiega circa 7-8 ore. Orari e prezzi si confrontano facilmente su 12Go o su Bookaway.

Quando andare a Yogyakarta

Come gran parte di Giava, Yogyakarta ha due stagioni: quella secca, più o meno da maggio a ottobre, e quella delle piogge, da novembre a marzo. Per i templi conviene la stagione secca, quando le albe e i tramonti hanno più probabilità di essere limpidi.

Dentro la stagione secca, però, c’è una grande differenza tra un mese e l’altro. La prima volta ci sono stato a settembre: c’era molta meno gente rispetto ad agosto e i templi si vivevano con più calma. La seconda volta, ad agosto, mi sono trovato circondato da migliaia di persone.

Il mio consiglio è di evitare agosto nei luoghi più turistici dell’Indonesia. Una cosa è visitare un tempio, una cascata o qualsiasi altro luogo, non dico in solitudine, ma con poca gente; un’altra è farlo in mezzo alla folla. Anche i posti più belli e magici, in quelle condizioni, perdono il loro fascino. Se puoi scegliere, nella mia esperienza settembre è stato un compromesso migliore.

Yogyakarta – Laboratorio di marionette

Cosa vedere a Yogyakarta in 2 giorni

Questo è il programma che ho seguito, e che ti consiglio se vuoi scoprire cosa vedere a Yogyakarta in poco tempo.

Giorno 1: la città e Prambanan al tramonto

Mattina in città, tra il Taman Sari, un mercato del centro, un laboratorio di marionette e il Km 0. Nel primo pomeriggio si parte per Prambanan, dove si resta fino al tramonto, poi rientro in hotel e cena.

Giorno 2: alba a Punthuk Setumbu e Borobudur

Partenza alle 3:30, alba da Punthuk Setumbu e poi salita al Borobudur con la guida: io sono entrato alle 8:30 e alle 10:00 avevo finito. Il pomeriggio resta libero per riposare e fare un giro su Malioboro.

Quanti giorni servono per visitare Yogyakarta?

Per scoprire cosa vedere a Yogyakarta e nei dintorni, due giorni sono più che sufficienti, soprattutto se hai poco tempo per Giava o se stai costruendo un itinerario su più isole, magari con qualche settimana a Sumatra. Aggiungi mezza giornata se vuoi inserire anche il Ramayana Ballet o un’escursione sul vulcano Merapi.

Yogyakarta – Punthuk Setumbu

Cosa vedere a Yogyakarta all’alba: il Borobudur

Il Borobudur è considerato il tempio buddista più grande del mondo. Costruito tra l’VIII e il IX secolo sotto la dinastia Sailendra, è un enorme mandala di pietra da percorrere salendo: dalle gallerie inferiori, con i rilievi che raccontano la vita e gli insegnamenti del Buddha, si arriva alle tre terrazze circolari, dove 72 stupa traforati a forma di campana, ognuno con una statua del Buddha, circondano lo stupa centrale. Il percorso simboleggia il cammino verso l’illuminazione.

Rimasto per secoli sepolto dalla vegetazione e dalla cenere vulcanica, fu riscoperto all’inizio dell’Ottocento ed è oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Si può ancora salire sul Borobudur?

Sì, ma con regole precise. Per salire sulla struttura serve il biglietto dedicato, con un orario di ingresso fisso: al momento in cui scrivo costa 455.000 rupie per i visitatori stranieri, circa 23 euro, e include la guida locale autorizzata, che è obbligatoria, e i sandali Upanat. Sono sandali intrecciati con foglie di pandan, studiati per non consumare la pietra del tempio, e alla fine della visita restano al visitatore. Le salite partono dalle 8:30 e conviene presentarsi 30-45 minuti prima dell’orario prenotato. Il biglietto per il solo parco, senza salita, al momento in cui scrivo è riservato ai turisti indonesiani.

I sandali li ho ricevuti poco dopo l’ingresso, prima di incontrare la guida. Insieme alla guida sono salito dal livello più basso fino all’ultimo visitabile, poi ho avuto un po’ di tempo libero per le foto. I posti sono contingentati per fasce orarie, quindi prenota online in anticipo sul sito ufficiale del Borobudur, soprattutto in alta stagione. Tariffe e disponibilità possono variare: verifica sempre il prezzo prima della visita.

Alba dentro il tempio o da Punthuk Setumbu?

Ci sono due modi per vedere l’alba sul Borobudur. Il primo è dall’interno del tempio, con il biglietto Borobudur Sunrise: al momento in cui scrivo costa 1.000.000 di rupie per i turisti stranieri, circa 50 euro, è limitato a 100 persone al giorno e parte alle 4:00. Include guida, torcia, sandali Upanat e la colazione al ristorante Manohara. Esiste anche la versione al tramonto, con cena inclusa e lo stesso limite di 100 persone. Il secondo modo è salire su Punthuk Setumbu, un colle a pochi chilometri dal tempio, con un ingresso di pochi euro.

Io l’alba l’ho vista dal colle, ma se tornassi prenoterei quella dentro il tempio: è il modo migliore per goderti questo pezzo di storia con meno turisti, mentre i primi raggi del sole illuminano le pietre e il tempio si mostra a poco a poco in tutta la sua imponenza. Se vuoi organizzarla senza pensieri, puoi prenotare la salita all’alba sul Borobudur su GetYourGuide.

L’alba da Punthuk Setumbu

Se scegli il colle, arriva con largo anticipo sull’alba: trovi meno gente e puoi sistemarti nel punto che preferisci. La salita non è faticosa, e lungo il sentiero ci sono alcuni chioschi panoramici dove prendere un caffè. Dall’alto vedi le montagne in lontananza e, sulla destra, la vallata del tempio avvolta nella foschia.

La Chicken Church

Per gli amanti del trash, guardando dal colle, sulla sinistra spunta la Chicken Church. Sì, hai letto bene: una chiesa a forma di gallina, che qui chiamano Gereja Ayam. Il suo costruttore, Daniel Alamsjah, sognava una casa di preghiera per tutte le fedi a forma di colomba bianca, ma il risultato ricorda decisamente una gallina. Rimasta abbandonata per anni, è diventata famosa grazie al passaparola online.

Prambanan e la leggenda dei mille templi

Se il Borobudur è buddista, Prambanan è induista. Risale alla metà del IX secolo, qualche decennio dopo il Borobudur, ed è dedicato alla Trimurti: Shiva, Vishnu e Brahma. Il tempio centrale, quello di Shiva, è alto 47 metri, e in origine il complesso contava circa 240 templi. È il più grande complesso induista dell’Indonesia e anch’esso è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Attorno a Prambanan ruota la leggenda di Roro Jonggrang. Il principe Bandung Bondowoso voleva sposarla, e lei accettò a una condizione: che costruisse mille templi in una sola notte. Quando il principe, aiutato dagli spiriti, stava per riuscirci, lei fece accendere dei fuochi e battere il riso per far credere che fosse già l’alba. Scoperto l’inganno, il principe la trasformò nella statua che completava il millesimo tempio: secondo la tradizione, è la statua di Durga che si trova nel tempio di Shiva.

Il complesso è imponente e puoi entrare nelle torri principali, da cui si apre il panorama sulla campagna. Al momento in cui scrivo l’ingresso per i visitatori stranieri costa intorno alle 400.000 rupie, circa 20 euro, e include anche i templi di Lumbung, Bubrah e Sewu e il museo di Prambanan. Esiste inoltre un biglietto combinato con il Borobudur: verifica le tariffe aggiornate sul sito ufficiale di Prambanan prima di partire.

Le visite terminano intorno alle 17:00, ma il tramonto non finisce lì. Io sono rimasto fino alle 18:30 sul prato che si incontra poco prima di arrivare al parcheggio: un punto qualsiasi, senza nulla di speciale, ma da lì il sole tramonta alle spalle del tempio e vedi le torri in controluce.

Meglio Borobudur o Prambanan?

Sono due esperienze diverse e meritano entrambe. Il Borobudur colpisce per le dimensioni e dà il meglio all’alba; Prambanan per le torri slanciate e la leggenda, e al tramonto diventa scenografico. Se hai un solo giorno, con un’auto e una guida riesci comunque a vederli tutti e due: la prima volta li avevo visitati proprio così, Prambanan al mattino e Borobudur al tramonto. Questa volta li ho divisi su due giorni, con il Borobudur all’alba e Prambanan al tramonto.

Yogyakarta – Tramonto a Borobudur durante la mia prima visita nel 2019

Cosa vedere a Yogyakarta oltre ai templi

Se ti chiedi cosa vedere a Yogyakarta lontano dai templi, te lo dico subito: è una grande città, molto trafficata, e non è uno di quei luoghi imperdibili. Però è la base più adatta per i templi, e una mattinata in centro si riempie facilmente. Io l’ho girata con una guida locale.

Il Taman Sari, il castello d’acqua del sultano, si visita con un biglietto di 25.000 rupie, circa 1,25 euro. Poi c’è un mercato del centro, che a me non ha lasciato nulla, e un laboratorio di wayang kulit, le marionette di cuoio della tradizione giavanese: interessante scoprire come nascono, ma molto turistico, pensato soprattutto per vendere. Il giro si chiude al Km 0, il punto zero della città.

Malioboro Street è la via più viva di Yogyakarta: lunghissima, piena di negozi, ristoranti, caffè e bancarelle, con artisti di strada che si alternano su entrambi i lati. È il posto giusto per una passeggiata nel tardo pomeriggio e per cenare.

Ci sono poi alcune esperienze che non ho provato, ma che sono tra le più richieste: il Kraton, il complesso del palazzo del sultano, tuttora sede della corte reale, a due passi dal Taman Sari; il Ramayana Ballet, uno spettacolo di danza all’aperto con le torri di Prambanan illuminate sullo sfondo; e il tour in jeep sulle pendici del Merapi, uno dei vulcani più attivi dell’Indonesia. Trovi queste e altre esperienze a Yogyakarta su GetYourGuide.

Dove dormire a Yogyakarta

La zona di Malioboro è la più comoda: sei in centro e la sera esci a piedi. Io ho dormito al Neo Malioboro by ASTON, a pochi passi da Malioboro Street, e alle 3:30 la breakfast box che avevo chiesto la sera prima era già pronta. Puoi controllare prezzi e disponibilità del Neo Malioboro by ASTON su Booking.

Se hai prenotato l’alba dentro il Borobudur, valuta di dormire nei dintorni del tempio: la partenza è molto presto e accorciare il tragitto fa la differenza.

Consigli pratici per Yogyakarta

Prelievi e pagamenti. Nella mia esperienza, agli sportelli della banca BNI ho prelevato senza commissioni, fino a un massimo di 2.000.000 di rupie, circa 100 euro. La tua banca, però, potrebbe applicare le sue: per pagare e prelevare all’estero contenendo i costi, una carta come Wise ti semplifica la vita.

Internet. Tra mappe, app per i trasporti e biglietti online, a Yogyakarta lo smartphone serve continuamente. In Indonesia ho usato un’eSIM Holafly con dati illimitati: sei connesso appena atterri, senza cercare una SIM locale. Se invece usi poco internet e ti bastano pochi giga, puoi valutare un’eSIM Saily con un pacchetto di dati.

Colazione per l’alba. Se parti nel cuore della notte, chiedi all’hotel la breakfast box il giorno prima: a quell’ora la colazione di solito non è ancora servita.

Biglietti in anticipo. Prenota prima di partire la salita sul Borobudur o l’alba dentro il tempio: i posti sono limitati, soprattutto in alta stagione.

Yogyakarta Prambanan al tramonto

La mia esperienza a Yogyakarta

Sono arrivato a Yogyakarta la sera, stanco, con un ultimo volo da Giacarta. Nonostante l’ora, le strade erano ancora piene di traffico e per arrivare in hotel ho impiegato più di un’ora: il primo contatto con la città ne ha anticipato il carattere.

Il giorno seguente ho girato il centro e nel primo pomeriggio, finalmente, sono partito verso Prambanan. Sono entrato nelle torri principali, tra le statue, e dall’alto lo sguardo si apriva sulla campagna intorno. Poi il sole, un’enorme palla arancione, ha iniziato la sua lenta discesa, accendendo le torri una dopo l’altra. Sono rimasto sul prato fuori dal complesso fino alle 18:30, a guardare le torri scurirsi fino a diventare sagome nere contro le sfumature del cielo.

La mattina successiva, alle 3:30, ero già in viaggio. Un’ora di strada nel buio e una salita breve mi hanno portato in cima a Punthuk Setumbu tra i primi, così ho potuto scegliere il mio posto e aspettare. Il cielo ha iniziato a schiarirsi piano, illuminando il paesaggio: le montagne lontane, la vallata sulla destra, la foschia tra gli alberi. Da quella foschia, semi nascosto, spuntava lo stupa più alto del Borobudur. Sulla sinistra, sorprendente e un po’ assurda, la sagoma della Chicken Church.

Dopo l’alba mi sono fermato a uno dei chioschi panoramici incontrati lungo la salita per un caffè, ho fatto colazione e sono sceso verso il tempio. Alle 8:30 ho infilato i sandali Upanat e ho conosciuto la guida: un ragazzo simpatico e molto preparato, capace di raccontare la storia del tempio senza mai annoiare. Siamo saliti livello dopo livello, fino all’ultimo visitabile, e poi mi ha lasciato un po’ di tempo per le foto.

Il tempio mi è piaciuto, ma la quantità di gente non mi ha permesso di apprezzarne fino in fondo la bellezza e l’importanza. Il confronto con la prima volta è stato inevitabile. Era settembre, ero salito con una guida al tramonto, c’erano molte meno persone e i colori caldi del cielo rendevano tutto più bello. Quella volta l’impatto era stato molto più forte.

Chi mi legge da un po’, o segue le mie avventure su Instagram come @vitadawanderlust, sa quanto io ami la natura: giungle, montagne, cascate. Le città, soprattutto quelle grandi, spesso mi spengono. Non succede con tutte, ma succede quando c’è troppa confusione o quando non scatta una connessione. Con Yogyakarta quella connessione non è scattata: l’ho trovata caotica, anonima e poco interessante.

I templi, invece, li porto con me. Non sono un amante dei templi, ma vederli all’alba e al tramonto, mentre la luce calda colora di arancione le pietre, è uno spettacolo che vale il viaggio.

Conclusione

Yogyakarta non è una città che ti fa innamorare a prima vista, almeno non me, ma è la porta d’accesso a due meraviglie: il Borobudur, da vivere all’alba, e Prambanan, da guardare al tramonto. Due giorni bastano per scoprire cosa vedere a Yogyakarta senza correre, a patto di organizzarsi bene: biglietti prenotati in anticipo, una sveglia nel cuore della notte e, se puoi, un mese diverso da agosto.

E tu, preferisci l’alba sul Borobudur o il tramonto su Prambanan? Scrivimelo nei commenti, e se conosci qualcuno che sta organizzando un viaggio a Giava, condividi con lui questa guida.

Se stai costruendo un itinerario in Indonesia, dai un’occhiata anche a queste guide: Raja Ampat, il paradiso del mare indonesiano, cosa vedere a Lombok, le cascate di Sekumpul a Bali e il mio viaggio zaino in spalla a Sumatra.


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