Come avere internet in viaggio: guida completa [2026]

da Fabio Dentico
Come avere internet in viaggio

Come avere internet in viaggio.

Ero a San Paolo durante uno scalo di tre ore che mi avrebbe portato a Santiago. Davanti a me, due settimane tra il deserto di Atacama, le saline boliviane e il sud del Perù. Un viaggio di gruppo da coordinare, guide locali e fornitori con cui restare in contatto costante.

Acquistare una SIM locale in ciascuno dei tre paesi non era praticabile: il tempo mancava e in certi tratti i rivenditori semplicemente non esistevano. Avevo acquistato una eSIM con piano sudamericano qualche giorno prima di partire dall’Italia, e lì, nello scalo, l’ho attivata. Atterrato in Cile, avevo già internet in viaggio senza aver cercato nulla. Era la mia prima eSIM, dopo anni in cui avevo sempre preso una SIM locale sul posto.

Questa guida nasce da quella e da molte altre situazioni concrete: la SIM locale comprata all’uscita dell’aeroporto di Denpasar, lo smartphone trasformato in hotspot nelle steppe della Patagonia per collegare il laptop, la SIM italiana tenuta sempre attiva in dual SIM per ricevere i codici bancari. Ti racconto quando conviene cosa e come fare per restare connesso senza spendere più del necessario.

In questo articolo:

1. Le opzioni per avere internet in viaggio
2. La SIM locale in viaggio: la scelta del viaggiatore a lungo termine
3. La eSIM in viaggio: quando vale davvero la pena
4. L’hotspot in viaggio: condividi la connessione
5. Tieni sempre attiva la SIM italiana
6. Come scegliere la connessione internet in viaggio
7. Internet in viaggio e gestione dei soldi
8. Domande frequenti
9. Conclusione

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Sono Fabio, fotografo naturalista e viaggiatore lento. Ho vissuto quasi due anni in Australia occidentale, quattordici mesi in Sud America, zaino in spalla, e ho percorso buona parte del Sud-est asiatico. Su @vitadawanderlust racconto i miei viaggi con le parole e con le immagini, sempre con la stessa bussola: l’autenticità prima di tutto.

Un’ultima cosa prima di entrare nel pratico: se non hai ancora un’assicurazione di viaggio, considera di farne una. Per te, che leggi Vita da Wanderlust, c’è uno sconto del 10% su Heymondo.

Le opzioni per avere internet in viaggio

Quando sei all’estero, le strade per gestire internet in viaggio sono fondamentalmente quattro. Puoi acquistare una SIM locale a destinazione, attivare una eSIM prima di partire, usare l’hotspot dello smartphone condividendo i dati di una SIM già attiva, oppure affidarsi al Wi-Fi. Quest’ultima opzione funziona per chi si muove lentamente e dorme in strutture con buona connessione. Per tutti gli altri, il Wi-Fi da solo tende a non bastare: soprattutto nei trasferimenti, nelle zone remote o quando si lavora da fuori. Nelle sezioni che seguono ti spiego le prime tre in dettaglio.

La SIM locale in viaggio: la scelta del viaggiatore a lungo termine

Per anni la mia soluzione per avere internet in viaggio è stata una SIM locale acquistata sul posto. Ricordo ancora l’aeroporto di Denpasar: SIM locale comprata all’uscita, e via. In Australia, in Sud America, in tutto il Sud-est asiatico: ogni volta che atterravo in un nuovo paese, uno dei primi passi era trovare un rivenditore e prendere una SIM prepagata con un buon pacchetto dati.

In paesi come Thailandia, Indonesia o Bolivia, una SIM locale con un pacchetto dati generoso costa pochissimo. Non parliamo di pochi euro di differenza: il risparmio rispetto a una eSIM internazionale può essere sostanziale. Soprattutto se il viaggio dura settimane o mesi. La connessione si appoggia direttamente alla rete locale, senza intermediari, e la copertura in molti di questi paesi è sorprendentemente buona.

Dove comprare la SIM locale

Un consiglio che vale qualche euro: non comprarla in aeroporto. I banconi all’arrivo applicano quasi sempre un ricarico rispetto ai prezzi che trovi in centro città o, in molti paesi, direttamente al supermercato. Se puoi aspettare qualche ora, aspetta. Non cambia nulla sul piano pratico, ma sul portafoglio sì.

Quale operatore scegliere

Prima di entrare in un nuovo paese cerco di capire quale sia la compagnia più affidabile per la zona. Una ricerca veloce online prima di partire spesso basta. Se invece non ho fretta e voglio essere sicuro, chiedo direttamente alla gente del posto: nessuna recensione su internet vale il consiglio di chi quella SIM la usa ogni giorno.

In quasi tutti i paesi ti chiederanno il passaporto per la registrazione della SIM. È la prassi, come avviene in Italia. Non lasciarti sorprendere, tienilo sempre a portata di mano nei primi giorni.

Il vantaggio aggiuntivo di avere uno smartphone dual SIM è la possibilità di tenere la SIM italiana sempre attiva mentre si usa la SIM locale per i dati. Un dettaglio che nella pratica fa tutta la differenza: ne parlo in una sezione dedicata più avanti.

Come avere internet in viaggio – Deserto de Atacama

La eSIM in viaggio: quando vale davvero la pena

Una cosa da verificare prima di tutto: non tutti gli smartphone supportano la tecnologia eSIM. In generale i modelli dal 2019 in poi sono compatibili, ma vale sempre la pena controllare le specifiche del tuo dispositivo prima di acquistare un piano.

La mia prima esperienza con la eSIM, come dicevo, è arrivata per necessità. Tre paesi in due settimane, spostamenti veloci, zone remote e la necessità concreta di essere raggiungibile. In quel contesto la SIM locale era semplicemente fuori gioco: i tempi non c’erano e nel mezzo del deserto boliviano i rivenditori nemmeno.

Ho acquistato il piano sudamericano e installato la eSIM sul telefono qualche giorno prima di partire dall’Italia. Durante lo scalo a San Paolo l’ho attivata. A Santiago avevo già la connessione pronta senza aver fatto nulla sul posto. Nessun ritardo, nessuna ricerca di negozi, nessun problema con la lingua. Ho usato quella eSIM per tutta la durata del viaggio senza inconvenienti.

Devo essere onesto: la eSIM non è la scelta più economica per chi viaggia a lungo. Se stai zaino in spalla per tre mesi nel Sud-est asiatico con un budget tirato, la SIM locale conviene quasi sempre.

La eSIM si giustifica quando il tempo vale più del denaro: per viaggi brevi, per itinerari multi-paese dove cambiare SIM a ogni confine sarebbe scomodo, o per situazioni come la mia dove trovare un rivenditore era fisicamente impossibile.

Come si installa e attiva una eSIM

Un dettaglio pratico che mi ha sorpreso la prima volta: installare la eSIM e attivarla sono due operazioni distinte. L’installazione richiede una connessione Wi-Fi e va fatta prima di partire, comodamente da casa. L’attivazione avviene spesso in automatico quando il telefono aggancia la rete locale a destinazione. Nessuna complicazione, ma è utile saperlo in anticipo per non trovarsi a installare in fretta al gate.

Per i viaggi brevi, la comodità di partire con tutto già pronto vale davvero quella differenza di prezzo. Soprattutto se atterri di sera o nel fine settimana, quando i negozi sono chiusi e hai comunque bisogno di essere connesso da subito.

L’hotspot in viaggio: condividi la connessione

C’è un terzo scenario che uso spesso e che raramente viene spiegato in modo pratico: trasformare lo smartphone in un router portatile e condividere la connessione con altri dispositivi. Una cosa importante da chiarire subito: l’hotspot non è una fonte autonoma di connessione. Funziona condividendo i dati mobili di una SIM già attiva sul tuo telefono, che sia locale o eSIM. Senza una SIM con dati attivi, l’hotspot non ha nulla da condividere.

In viaggio con Marika, capita regolarmente che uno di noi abbia la SIM locale con il piano dati e l’altro si connetta in hotspot. Invece di acquistare due SIM separate, prendiamo un piano più capiente e lo condividiamo quando serve. Il risparmio nel lungo periodo è reale, soprattutto nei paesi dove i piani dati sono già economici di partenza.

Lo stesso vale per il laptop. Quando il Wi-Fi dell’alloggio è lento o assente, collego il computer allo smartphone e lavoro da lì: scrivere, caricare foto, fare videochiamate. Funziona bene, con due accortezze: l’hotspot consuma i dati più in fretta rispetto a una navigazione normale, e la batteria dello smartphone si scarica velocemente. Un power bank capiente è indispensabile nei giorni in cui sai che ne avrai bisogno.

Una nota se stai valutando la eSIM anche per usarla come hotspot: verifica prima di acquistare che il piano lo permetta. Alcuni provider limitano la condivisione dati o la escludono del tutto, a volte senza comunicarlo chiaramente. Cerca la voce “tethering” o “condivisione dati” nelle specifiche del piano prima di pagare.

Come avere internet in viaggio – Madeira

Tieni sempre attiva la SIM italiana

Questo è il consiglio pratico che do a chiunque parta per un lungo viaggio, e che quasi nessuno considera in anticipo: non disattivare la SIM italiana, anche quando hai già una eSIM o una SIM locale per i dati.

Il motivo è concreto. Molti servizi, dalla banca all’email, da alcune piattaforme di prenotazione a certi siti istituzionali, inviano codici di verifica via SMS al tuo numero italiano. Se quella SIM è spenta o rimossa, non ricevi i codici e non puoi accedere quando ne hai più bisogno, spesso nel momento peggiore.

Con uno smartphone dual SIM la soluzione è immediata. Tieni la SIM italiana attiva per ricevere chiamate e SMS. Disabilita il roaming dati su quella linea per evitare addebiti imprevisti. Usa la seconda SIM per tutto il traffico internet. Sono due minuti nelle impostazioni che ti salvano da situazioni spiacevoli.

Come scegliere la connessione internet in viaggio

Dopo anni con soluzioni diverse, ho smesso di cercare la risposta universale e ho iniziato a ragionare per scenario.

Per un viaggio breve, massimo due settimane, in uno o due paesi, scelgo la eSIM. La comodità di avere tutto pronto prima della partenza giustifica la differenza di prezzo. Parto con la connessione già attiva e non devo cercare nulla all’arrivo.

Per un viaggio lungo, zaino in spalla, con budget limitato e tappe diluite nel tempo, scelgo la SIM locale senza pensarci. Il risparmio è reale, la connessione è ottima e comprarla è più semplice di quanto si pensi. Se il percorso attraversa più paesi con soggiorni lunghi in ciascuno, acquisto una SIM nuova a ogni confine. Un po’ scomodo, ma economicamente conveniente.

Per i viaggi con Marika, ragiono sul piano condiviso in hotspot: se i prezzi locali lo giustificano, prendiamo un piano abbondante e lo condividiamo invece di raddoppiare i costi.

Quello che non considero mai, fuori dall’Unione Europea, è il roaming del mio operatore italiano. I costi extraeuropei non reggono il confronto con nessuna delle alternative descritte qui. Capisco che sia comodo per chi viaggia raramente, ma per chi parte spesso è un errore che si paga sulla bolletta.

Se stai organizzando il tuo primo lungo viaggio, leggi la guida su come viaggiare a lungo termine. Ci trovi molti degli aspetti pratici che nessuno ti dice prima di partire.

Internet in viaggio e gestione dei soldi

Avere una connessione affidabile in viaggio non serve solo per le mappe o i messaggi. Serve anche per gestire i soldi: bonifici, pagamenti, conversioni di valuta, trasferimenti internazionali. Tutto questo, però, richiede uno strumento adatto.

Da anni uso Wise per le finanze quando sono all’estero. Permette di inviare e ricevere denaro in valuta locale, di pagare con carta applicando il tasso di cambio reale senza commissioni nascoste, e di tenere più valute sullo stesso conto. È lo strumento che usi comodamente dal telefono, anche in hotspot, anche con un piano dati scarso. Puoi aprire un conto tramite questo link.

Se vuoi approfondire come gestisco le finanze durante i viaggi lunghi, trovi tutto nella guida su come gestire i soldi in viaggio.

Come avere internet in viaggio – Western Australia

Domande frequenti sull’internet in viaggio

È meglio una eSIM o una SIM locale in viaggio?

Per viaggi brevi o itinerari multi-paese conviene la eSIM: si acquista online, si installa da casa e si attiva all’arrivo. Per viaggi lunghi con budget limitato, la SIM locale è quasi sempre più economica, soprattutto in paesi del Sud-est asiatico e del Sud America.

Posso usare la eSIM come hotspot per collegare il laptop?

Nella maggior parte dei casi sì, ma non sempre. Alcuni piani limitano la condivisione dati o la escludono del tutto. Prima di acquistare, cerca la voce “tethering” o “condivisione dati” nelle specifiche del piano per evitare sorprese.

Devo disattivare la SIM italiana quando sono all’estero?

No, anzi è meglio tenerla attiva. Disabilita solo il roaming dati sulla linea italiana per evitare addebiti imprevisti, ma mantienila accesa per ricevere SMS con codici di verifica da banche e altri servizi. Con uno smartphone dual SIM puoi usare la SIM italiana per gli SMS e l’altra per i dati senza problemi.

Dove conviene comprare una SIM locale?

Meglio evitare i banconi in aeroporto, dove i prezzi sono più alti. Aspetta di raggiungere il centro città o cerca un supermercato: in molti paesi le SIM prepagate si trovano anche lì. In quasi tutti i paesi ti chiederanno il passaporto per la registrazione, tienilo a portata di mano.

Quanti dati servono per avere internet in viaggio?

Per navigazione, mappe e messaggistica bastano in genere 5-10 GB al mese. Se usi il laptop in hotspot o fai videochiamate frequenti, aumenta il piano. Meglio avere qualcosa in più che restare a corto nel momento sbagliato.

Conclusione

Non esiste la soluzione perfetta per avere internet in viaggio, ma esiste quella giusta per il tipo di viaggio che stai per fare. La SIM locale per i lunghi viaggi zaino in spalla con budget limitato. La eSIM per le fughe brevi o gli itinerari multi-paese. L’hotspot per condividere la connessione senza raddoppiare i costi.

Io, quando posso, finisco ancora per scegliere la SIM locale: per i viaggi lunghi niente batte il rapporto qualità-prezzo. Per i viaggi brevi o di lavoro, però, la eSIM ha cambiato le cose e non tornerei indietro. L’unico consiglio che posso darti: decidilo prima di partire, non quando sei già in aeroporto.

Hai una soluzione che funziona meglio di queste, o una domanda su qualche scenario specifico? Scrivimelo nei commenti oppure trovami su @vitadawanderlust.

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