WORKAWAY: GUIDA COMPLETA 2025 + ESPERIENZE REALI E CONSIGLI

da Fabio Dentico
Workaway - La guida definitiva

Se stai cercando informazioni su workaway, come funziona, come e quando farlo e soprattutto se ne vale la pena, allora sei nel posto giusto. Dopo tanti anni in viaggio e diverse esperienze di volontariato con e senza workaway, ti dirò tutto quello che ti serve per partire al meglio.

La prima volta che mi sono affacciato al mondo del volontariato, o per usare un termine più appropriato al work exchange, è stato durante il mio viaggio in solitaria in Sud America. Ero a Puerto Varas, un piccolo paese alle porte della Patagonia cilena, quando la proprietaria mi chiese se potevo darle una mano con i check-in in cambio dell’alloggio gratuito.

Quella prima esperienza è stata l’inizio di qualcosa che ha cambiato completamente il mio modo di viaggiare.

Menù rapido:
  1. Cos’è Workaway (e cosa non è)
  2. Quanto costa Workaway nel 2025
  3. Come funziona Workaway: la procedura completa
  4. Workaway: come registrarsi e creare il profilo perfetto
  5. Workaway in USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda
  6. Alternative a Workaway: Worldpackers e WWOOF
  7. Le mie esperienze con Workaway
  8. Cosa ho imparato
  9. Consigli pratici per partire al meglio
  10. Conclusione
 

I link in questo articolo sono affiliati: se acquisti attraverso questi link, guadagno una piccola percentuale che mi aiuta a mantenere vivo il blog. Per te il prezzo è identico.

Se ancora non mi conosci, sono Fabio, travel blogger e fotografo specializzato in viaggi outdoor e avventure in natura selvaggia. Da anni esploro il mondo zaino in spalla, documentando culture autentiche e percorsi fuori rotta. Seguimi su Instagram per altri contenuti e ispirazione @vitadawanderlust

COS’È WORKAWAY (E COSA NON È)

Workaway è una piattaforma online che mette in contatto viaggiatori con host che hanno bisogno di aiuto. Il principio è semplice: tu offri il tuo tempo e le tue competenze, loro ti offrono vitto e alloggio.

Ma attenzione, non è un lavoro nel senso tradizionale del termine. Non ricevi uno stipendio, non hai un contratto, non paghi le tasse su quello che fai. È uno scambio culturale, un’esperienza di volontariato che ti permette di viaggiare più a lungo spendendo meno.

Gli host possono essere ostelli, famiglie, fattorie biologiche, progetti eco-sostenibili, scuole di lingue, rifugi per animali. Le attività richieste sono le più diverse: dalla reception in ostello al lavoro nei campi, dalla cura dei bambini all’insegnamento delle lingue, dal giardinaggio alla gestione dei social media.

La differenza fondamentale tra Workaway e un lavoro retribuito? Il focus è sulla condivisione, non sulla produttività. L’obiettivo è imparare qualcosa di nuovo, immergersi in una cultura diversa, creare connessioni autentiche. Non guadagni soldi, ma risparmia su alloggio e spesso anche sul cibo, permettendoti di viaggiare più a lungo.

QUANTO COSTA WORKAWAY NEL 2025

Parliamo di numeri concreti perché questa è sempre la prima domanda che tutti si fanno.

Costi di iscrizione Workaway:

  • Account singolo: $59 USD all’anno (circa 54€)
  • Account coppia/amici: $69 USD all’anno (circa 63€)
  • Account Premium singolo: $79 USD all’anno
  • Account Premium coppia: $89 USD all’anno

L’iscrizione vale 12 mesi e ti dà accesso illimitato a tutti gli host della piattaforma, che sono più di 50.000 in oltre 170 Paesi. Puoi contattare quanti host vuoi, senza limiti.

Conviene l’account di coppia? Solo se viaggiate sempre insieme e avete intenzione di fare workaway negli stessi posti e negli stessi periodi. Se uno dei due vuole fare un’esperienza diversa, meglio due account singoli.

Io e Marika abbiamo fatto l’account di coppia perché viaggiavamo sempre insieme.

Il costo vale la pena? Assolutamente sì. Pensa che due notti in ostello in Europa ti costano quanto l’iscrizione annuale. Se fai anche solo un workaway di due settimane, hai già ammortizzato la spesa.

La tenuta di uno dei nostri workaway

COME FUNZIONA WORKAWAY: LA PROCEDURA COMPLETA

Una volta iscritto, il meccanismo è abbastanza semplice. Ma ci sono delle regole non scritte che è meglio conoscere prima di partire.

Cosa include (e cosa no)

Lo standard previsto da Workaway è:

  • Orario: 4-5 ore di lavoro al giorno
  • Giorni: 5 giorni a settimana (2 giorni di riposo)
  • Alloggio: sempre incluso
  • Vitto: dipende dall’host (leggi SEMPRE bene la descrizione)
  • Durata minima: generalmente 2 settimane, ma varia

Cosa NON è mai incluso:

  • Assicurazione viaggio (devi farla tu)
  • Trasporti per raggiungere l’host
  • Spese personali
  • Visto (se necessario)

E qui ti dico una cosa importante che ho imparato sulla mia pelle: in alcuni Paesi, soprattutto in Sud America, molti host offrono solo l’alloggio, non il vitto. Durante la nostra esperienza in Colombia, per esempio, dovevamo comprarci da mangiare. Quindi controlla sempre bene prima di confermare.


Viaggia sicuro, sempre! Non partire senza un’assicurazione viaggio: imprevisti e problemi possono capitare a chiunque. Per i lettori di Vita da Wanderlust, c’è uno sconto del 10%!


Permanenza Minima e Flessibilità

La maggior parte degli host chiede un minimo di 2 settimane, alcuni 1 mese. Il motivo è semplice: ci vuole tempo per insegnarti il lavoro, integrarti nella routine, conoscerti. Se te ne vai dopo pochi giorni, per loro è più una seccatura che un aiuto.

Detto questo, puoi sempre accordarti diversamente. E se le cose non funzionano, puoi andartene prima. Nessuno ti può obbligare a restare. Però è importante avvisare l’host con un po’ di anticipo, per correttezza.

WORKAWAY: COME REGISTRARSI E CREARE IL PROFILO PERFETTO

Qui entriamo nel pratico. Creare un buon profilo è la differenza tra ricevere risposte dagli host o essere ignorati.

Procedura di Iscrizione

  1. Vai su workaway.info
  2. Clicca su “Join Now” in alto a destra
  3. Scegli se vuoi l’account singolo o coppia
  4. Compila i dati richiesti
  5. Paga la quota annuale (carta di credito o PayPal)
  6. Crea il tuo profilo

Workaway verifica manualmente ogni profilo prima di attivarlo. Di solito ci vogliono 24-48 ore. Non ti preoccupare se non è immediato.

Come scrivere una descrizione che funziona

Il profilo è la tua vetrina. Gli host ricevono decine di richieste, devi distinguerti.

Cosa scrivere:

  • Chi sei davvero (nome, età, da dove vieni)
  • Perché vuoi fare workaway (sii onesto, non inventare)
  • Cosa sai fare (competenze concrete, non generiche)
  • Esperienze passate (anche non lavorative)
  • Lingue che parli
  • I tuoi interessi (aiuta a capire se siete compatibili)

Cosa evitare:

  • Frasi fatte tipo “amo viaggiare e conoscere nuove culture” (lo scrivono tutti)
  • Essere troppo formale (non è un CV aziendale)
  • Mentire sulle tue capacità
  • Lasciare sezioni vuote

Un esempio di buona descrizione: “Ciao, sono Marco, 28 anni, e viaggio da 6 mesi in Sud America. Ho lavorato come barista in Italia quindi so gestire l’accoglienza e preparare caffè. Non ho esperienza in fattorie ma mi piace lavorare all’aria aperta e imparare cose nuove. Parlo italiano, inglese e un po’ di spagnolo. Adoro fotografare e cucinare.”

Le foto giuste

Le foto sono fondamentali. Non servono foto professionali, ma devono mostrare chi sei.

Carica almeno 3-5 foto che mostrano:

  • Il tuo viso (chiaro, sorridente, non selfie sfocati)
  • Te mentre fai qualcosa (trekking, cucini, lavori)
  • Contesti diversi (viaggio, vita quotidiana)

Se hai un account Facebook, collegalo. Ti dà un badge di verifica che aumenta la tua credibilità.

Come trovare l’host giusto (ed evitare fregature)

Questa è la parte più importante. Non tutti gli host sono uguali. Alcuni sono fantastici, altri sono da evitare assolutamente.

Filtri di ricerca

Workaway ha filtri molto dettagliati. Puoi cercare per:

  • Paese o regione
  • Tipo di attività (ostello, fattoria, famiglia, progetti)
  • Lingue parlate
  • Quando hanno posti disponibili
  • Quante ore richiedono
  • Cosa includono (vitto, solo alloggio)

Il mio consiglio? Parti dal Paese che ti interessa, poi affina con il tipo di attività. Non fissarti su una città specifica, amplia il raggio. Alcuni dei posti più belli sono fuori dalle rotte turistiche.

Leggere tra le righe

Quando guardi un profilo host, presta attenzione a questi dettagli:

Segnali positivi:

  • Recensioni recenti e dettagliate
  • Risposte personalizzate ai workawayer
  • Descrizione chiara di cosa si fa
  • Foto della struttura e della zona
  • Spiegano cosa includono esattamente

Red flags da evitare:

  • Nessuna recensione o solo recensioni negative
  • Richiedono più di 6 ore al giorno
  • Non specificano cosa include l’offerta
  • Descrizione vaga o troppo bella per essere vera
  • Ultimissima attività sul profilo di mesi fa (significa che non rispondono)

Come scrivere il messaggio di candidatura

Gli host ricevono tantissime richieste. Il tuo messaggio deve essere personalizzato e mostrare che hai letto davvero il loro profilo.

Struttura vincente:

  1. Saluto e presentazione veloce (2 righe)
  2. Perché proprio loro (cita qualcosa di specifico del loro profilo)
  3. Cosa puoi offrire (competenze rilevanti per quello che cercano)
  4. Date proposte (quando arrivi, quanto puoi restare)
  5. Una domanda specifica

Esempio: “Ciao Anna, sono Fabio, fotografo e travel blogger italiano. Ho visto che gestite un ostello vicino al Parco Nazionale e cercate aiuto con i social media. Ho esperienza nella creazione di contenuti e nella gestione di Instagram e sarei interessato ad aiutarvi mentre esploro la zona. Potrei arrivare dal 15 marzo e restare 3 settimane. A presto!”

Quando contattare? Almeno 1-2 mesi prima per le destinazioni più richieste. Per i posti meno turistici, anche 2-3 settimane prima può funzionare.

WORKAWAY IN USA, CANADA, AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

Questa è una zona grigia importante di cui quasi nessuno parla chiaramente.

La Differenza Tra WHV e Workaway

Molti confondono il Working Holiday Visa (WHV) con Workaway, ma sono cose completamente diverse:

  • WHV: permesso di lavoro retribuito per persone 18-35 anni in Australia, Nuova Zelanda, Canada. Paghi le tasse, hai diritti da lavoratore.
  • Workaway: scambio culturale non retribuito, teoricamente con visto turistico.

Se vuoi approfondire tutto sul Working Holiday Visa in Australia (requisiti, costi, come richiederlo, lavori possibili), ho scritto una guida completa dedicata che trovi qui sul blog.

A lavoro durante la nostra esperienza australiana

La Situazione Legale

Australia e Nuova Zelanda: Tecnicamente, fare workaway con visto turistico è una zona grigia. Il visto turistico non ti permette di “lavorare”, anche se non sei pagato. Molti lo fanno senza problemi, ma devi sapere che potresti avere questioni con l’immigrazione se fanno controlli.

Canada: Stesso discorso. L’IEC (International Experience Canada) è per lavoro retribuito. Workaway con visto turistico è tollerato ma non ufficialmente permesso.

USA: Qui è più complicato. Con l’ESTA (90 giorni) o il visto turistico, non puoi tecnicamente fare nemmeno volontariato non retribuito. Alcuni host lo specificano nei loro profili.

Il mio consiglio? Se hai meno di 35 anni e pensi di restare più di un mese in questi Paesi, valuta il WHV. Ti permette anche di lavorare per soldi quando il workaway finisce. Se hai solo il visto turistico, scegli host che conoscono la situazione e sono ok con questo.

ALTERNATIVE A WORKAWAY: WORLDPACKERS E WWOOF

Workaway non è l’unica piattaforma. Vale la pena conoscere anche le alternative.

Worldpackers

Costo: $59 USD all’anno (circa €54), con alcuni codici sconto si trova a $49 Pro:

  • Host verificati uno ad uno (più affidabili)
  • Assistenza clienti eccellente
  • Assicurazione inclusa (fino a 3 notti in ostello se hai problemi)
  • Academy con corsi gratuiti

Contro:

  • Meno host rispetto a Workaway
  • Meno diffuso in alcune zone

Quando sceglierla: Se è la tua prima esperienza e vuoi più sicurezza, o se viaggi da solo e ti fa stare più tranquillo avere un’assicurazione inclusa.

WWOOF

Costo: Varia per Paese (€35 per l’Italia, ma devi iscriverti a ogni Paese separatamente) Pro:

  • Specializzato in fattorie biologiche
  • Movimento storico e ben organizzato
  • Include assicurazione in alcuni Paesi

Contro:

  • Solo lavoro agricolo
  • Devi pagare per ogni Paese (diventa costoso se viaggi in più nazioni)
  • Ore di lavoro spesso più intensive

Quando sceglierla: Se ti interessa specificamente l’agricoltura biologica e la permacultura, e resti in un solo Paese per un periodo lungo.

Il mio consiglio

Per iniziare, scegli Workaway o Worldpackers. Sono le più versatili. Se poi scopri che ti appassiona il lavoro nelle fattorie, considera WWOOF per esperienze future.

Non serve iscriversi a tutte contemporaneamente. Scegli una, fai esperienza, poi eventualmente espandi.

LE MIE ESPERIENZE CON WORKAWAY

Alberi e foglie di platano

Ora ti racconto le mie esperienze, quelle che ho vissuto in prima persona. Perché è facile parlare in teoria, ma è quando ti trovi lì che capisci davvero come funziona.

Puerto Varas, Cile: il primo workaway

Come ti dicevo all’inizio, la mia prima esperienza è stata quasi casuale. Mi trovavo in questo piccolo ostello gestito da una giovane mamma sola, con un bambino piccolo. Era una casa trasformata in ostello, con un giardino e quell’atmosfera calda che ti fa sentire subito a casa.

Mi sono dovuto fermare lì più del previsto per alcuni motivi personali, e lei aveva bisogno di aiuto. Così mi ha proposto di occuparmi dei check-in e check-out durante la sua assenza, in cambio dell’alloggio gratuito.

Il “lavoro” era semplicissimo. Dovevo solo essere presente quando arrivavano nuovi ospiti, dare le chiavi, spiegare dove fosse tutto, rispondere a qualche domanda. Niente di complesso. Ma la cosa bella era l’atmosfera.

In quella piccola casa ho condiviso momenti incredibili con altri viaggiatori. Serate a cucinare insieme, chiacchierate fino a tardi, uscite per esplorare Puerto Varas e i laghi circostanti. Quando qualche anno dopo ho saputo che lei aveva venduto l’ostello, mi è dispiaciuto davvero. Era diventato un posto speciale.

Colombia: il primo workaway “ufficiale” con Marika

Quando abbiamo iniziato a viaggiare insieme, Marika e io ci siamo registrati ufficialmente su Workaway con un profilo di coppia. Abbiamo fatto una bella descrizione, sincera ma curata, e poi abbiamo iniziato a cercare host in Colombia.

La nostra prima esperienza è stata a San Agustin, nel sud del Paese. Lavoravamo 4-5 ore al giorno, 5 giorni a settimana, in un ostello che conoscevo già perché ci ero stato anni prima durante il mio viaggio in solitaria. Tornare lì con Marika è stato strano e bello allo stesso tempo.

Una cosa importante che abbiamo scoperto: in Colombia, e in generale in molti Paesi del Sud America, la maggior parte degli host offre solo l’alloggio, non il vitto. Quindi dovevamo comprarci da mangiare. All’inizio non ci avevamo fatto caso quando leggevamo gli annunci, e ci siamo trovati un po’ spiazzati. Controlla sempre bene cosa è incluso.

Portogallo: tre esperienze diverse

Nana, la nostra fedele amica durante un’esperienza di workaway

Il Portogallo è stato il Paese dove abbiamo fatto più workaway, ed è lì che abbiamo davvero capito quanto diverse possano essere le esperienze.

La tenuta vicino Lisbona è stata un’esperienza bellissima. Eravamo circa 13 workawayer, ma essendo una coppia e un po’ più grandi degli altri, gli host ci avevano dato una stanza indipendente con un bagno enorme con due docce. Un posto tutto nostro, circondato da alberi di platano.

In quella tenuta abbiamo fatto un po’ di tutto. Curare il giardino, cucinare per 70 bambini del campo estivo, e poi un giorno lavorare in un castello privato del 1200. Sì, hai letto bene.

Il proprietario della tenuta possedeva anche questo castello antico, e quando mi sono ritrovato davanti al portone mentre lui apriva quella porta di legno immensa come se fosse la cosa più normale del mondo, io e Marika ci siamo guardati increduli.

Il castello era mezzo abbandonato, ma camminare in quelle stanze, nella vecchia biblioteca piena di libri impolverati e ritratti antichi, è stato come entrare in un film.

Il tipi

La tenda nel bosco è stata l’esperienza più particolare. L’alloggio era letteralmente una piccola tenda in un bosco, in pendenza, quindi la notte Marika mi rotolava addosso per via del dislivello. La doccia era all’aperto, acqua fredda, e siamo a Cabo da Roca ad agosto, quindi sempre vento. Il bagno a secco, dove potevi fare solo i bisogni “grossi” e poi ci buttavi sopra della segatura.

Ti starai chiedendo: ma perché non siete andati via?

Perché nonostante tutto, stavamo bene. Svegliarsi nel bosco, in un luogo che trasmetteva un’energia particolare, ci piaceva. Cucinare insieme, lavorare la terra, continuare a costruire quella struttura (che ancora oggi faccio fatica a definire cosa fosse esattamente).

Gli host erano stati diversi anni in Sud America e avevano vissuto nella foresta amazzonica per apprendere rituali sciamanici. È lì che ho deciso di provare la cerimonia del San Pedro, un cactus allucinogeno, e del temazcal, un antico rituale di purificazione in una capanna sudatoria.

Un’esperienza molto forte e intensa. Non per tutti, ma per me significativa.

Madeira: l’esperienza più lunga

Falò sotto le stelle durante una serata in compagnia

Il workaway più lungo è stato senza dubbio a Madeira: un mese e mezzo. Ed è forse l’esperienza che ricordiamo con più entusiasmo.

Madeira ci ha letteralmente rubato il cuore. Quell’isola dell’eterna primavera, con i suoi levadas, le foreste di laurisilva, le scogliere a strapiombo sull’oceano. Avere la possibilità di viverla per più di un mese, non come turisti di passaggio ma come parte di una comunità, è stato un regalo.

Quel periodo ci ha permesso di esplorare l’isola con calma, di scoprire angoli nascosti che nemmeno i locali conoscono, di fare tutti i trekking che volevamo nei giorni liberi. E di capire davvero come vivono le persone lì.

Qui sul blog puoi trovare tutti gli articoli necessari per organizzare al meglio il tuo viaggio sull’isola dell’eterna primavera.

Alba su Pico do Arreiro

COSA HO IMPARATO

Di queste e altre esperienze porto solo bei ricordi. Certo, non tutto è stato perfetto. Ci sono stati momenti di stanchezza, di frustrazione, di “ma che ci faccio qui?”. Ma guardandoci indietro, anche quelle esperienze meno semplici ci hanno insegnato qualcosa.

Con alcuni viaggiatori conosciuti durante i workaway ci sentiamo ancora oggi, a distanza di anni. Questo è uno degli aspetti più belli: le connessioni che crei.

E poi ci sono le competenze. Durante uno dei workaway ho costruito un letto e un armadio usando travi di legno ricavate da una vecchia casa. Tagliato, levigato, montato. Mai fatto prima in vita mia, ma quando l’ho finito ero davvero soddisfatto.

In Portogallo, dopo tre mesi e mezzo, il mio portoghese era migliorato tantissimo. Imparare o migliorare le lingue vivendo con chi le parla quotidianamente è tutta un’altra cosa rispetto ai corsi.

CONSIGLI PRATICI PER PARTIRE AL MEGLIO

Dopo anni di esperienze, ecco cosa mi sento di dirti.

Vale davvero la pena? Sì, ma dipende dal tuo approccio. Se cerchi solo un modo per risparmiare soldi, probabilmente rimarrai deluso. Workaway funziona quando sei aperto all’esperienza, quando hai voglia di metterti in gioco, imparare, anche sbagliare.

Per chi è adatto:

  • Chi vuole viaggiare più a lungo di quanto il suo budget permetterebbe
  • Chi cerca esperienze autentiche, non solo foto da Instagram
  • Chi ha voglia di imparare competenze nuove
  • Chi viaggia da solo e vuole conoscere altre persone
  • Coppie che vogliono vivere un Paese da dentro, non solo passarci

Per chi NON è adatto:

  • Chi cerca vacanze rilassanti senza impegni
  • Chi non è disposto a lavorare davvero
  • Chi ha aspettative irrealistiche sul livello di comfort
  • Chi non sopporta l’idea di vivere in spazi condivisi

Errori comuni da evitare:

  • Non leggere bene cosa include l’offerta
  • Candidarsi a troppi host insieme senza personalizzare
  • Non avere un’assicurazione viaggio
  • Aspettarsi che l’host organizzi il tuo tempo libero
  • Non essere chiari sulle tue capacità (poi ti trovano a fare cose che non sai fare)

Il mindset giusto: Parti con curiosità e flessibilità. Alcune cose non saranno come te le aspetti. Va bene così. L’importante è comunicare. Se qualcosa non va, parlane con l’host. La maggior parte dei problemi si risolvono semplicemente parlando.

CONCLUSIONE

Workaway è stato per me, e continua ad essere, uno strumento incredibile per viaggiare in modo diverso. Non è perfetto, non è per tutti, ma se sei arrivato fino a qui probabilmente è qualcosa che ti incuriosisce.

Il mio consiglio? Provalo. Inizia con un workaway breve, in un Paese non troppo lontano, con un host che ha ottime recensioni. Vedi come ti trovi. Poi deciderai se fa per te o meno.

Viaggiare non è solo spostarsi da un luogo all’altro collezionando foto. È anche parlare con la gente, conoscere le loro culture, tradizioni, modi di fare. È mettersi in gioco, uscire dalla propria comfort zone, tornare a casa con qualcosa di più di un bagaglio pieno di souvenir.

Hai già fatto workaway o stai pensando di provare? Raccontami nei commenti qual è il tuo dubbio più grande o cosa ti frena. E se questo articolo ti è stato utile, condividilo con chi sta pianificando il suo primo grande viaggio.

Articoli correlati che potrebbero interessarti:

Condividi questo contenuto!

Ti potrebbe interessare

Lascia un commento