Eravamo al lavoro, durante una pausa tra un servizio e l’altro, quando un mio collega mi raccontò una cosa che mi lasciò a bocca aperta. “Io non pago l’affitto da un anno”, mi disse sorridendo. “Faccio housesitting”. In quel momento non capii bene di cosa stesse parlando, ma quella conversazione fu la prima volta che sentii nominare housesitting, un modo di viaggiare che in Italia è ancora poco conosciuto ma che in Australia, e in molti altri Paesi anglosassoni, è diffusissimo.
Durante i miei due anni in Western Australia ho scoperto che housesitting non era solo un modo per risparmiare sull’alloggio, ma una vera e propria strategia di viaggio che molti backpackers, nomadi digitali e viaggiatori con il visto Working Holiday usano per esplorare il Paese spendendo praticamente zero. O meglio, combinandolo con il car relocation, spendendo letteralmente nulla.
In questo articolo ti racconto tutto quello che ho scoperto su housesitting: cos’è, come funziona, quali piattaforme usare, quanto costa e soprattutto se può fare al caso tuo. Ti anticipo subito una cosa: io personalmente non l’ho mai fatto, ma dopo aver raccolto le esperienze di chi l’ha provato e aver visto con i miei occhi come funziona, posso dirti che per chi viaggia in certi Paesi, specialmente in Australia, è una delle soluzioni più intelligenti che esistano.
Se ancora non mi conosci, sono Fabio, travel blogger e fotografo specializzato in viaggi outdoor e avventure in natura selvaggia. Da anni esploro il mondo zaino in spalla, documentando culture autentiche e percorsi fuori rotta. Condivido solo esperienze vissute in prima persona: consigli pratici, costi reali e errori da evitare. Il mio obiettivo è aiutarti a pianificare viaggi autentici, non farti solo sognare. Seguimi su Instagram per altri contenuti e ispirazione @vitadawanderlust
COS’È HOUSESITTING E COME FUNZIONA
Housesitting è una pratica molto semplice: tu vivi gratuitamente nella casa di qualcun altro mentre i proprietari sono via, in cambio ti prendi cura della casa e, nella maggior parte dei casi, degli animali domestici. Non paghi nulla. Niente affitto, niente bollette. Zero.
Il concetto è nato nei Paesi anglosassoni, dove è normalissimo lasciare la propria casa a degli sconosciuti trovati su piattaforme specializzate. Per noi italiani può sembrare assurdo, “ma come, lascio le chiavi di casa a uno che non conosco?”, ma in realtà il sistema funziona benissimo proprio perché è basato su recensioni, verifiche e un sistema di fiducia reciproca costruito nel tempo.
Housesitting vs pet sitting: quale differenza?
Anche se spesso i due termini vengono usati come sinonimi, c’è una piccola differenza. Housesitting si concentra principalmente sulla cura della casa: innaffiare le piante, ritirare la posta, tenere pulito, far sembrare che la casa sia abitata per questioni di sicurezza. Il pet sitting invece mette al centro la cura degli animali domestici.
Nella pratica però, diciamolo subito, il 90% degli annunci di housesitting include anche il pet sitting. Raramente troverai qualcuno che cerca solo qualcuno per badare alla casa. Di solito c’è un cane, un gatto, a volte anche galline, cavalli o animali più esotici da accudire.
Perché housesitting è così diffuso in Australia
Quando vivevo a Perth ho capito una cosa: l’Australia è il Paese perfetto per housesitting. Ci sono almeno tre motivi principali.
Primo, gli australiani adorano viaggiare e lo fanno spesso. Partono per settimane, a volte mesi, e hanno bisogno di qualcuno che si occupi di casa e animali. Secondo, amano moltissimo i loro animali e preferiscono che restino a casa propria, nel loro ambiente, piuttosto che lasciarli in pensione. Oltre al fatto che le pensioni costano una fortuna, c’è proprio una questione di benessere. Terzo, c’è una cultura consolidata di fiducia verso i backpackers con il Working Holiday Visa.
Il risultato? Un mercato di housesitting incredibilmente attivo, specialmente in città come Perth, Melbourne, Sydney, Brisbane ma anche in zone rurali dove è ancora più facile trovare opportunità perché c’è meno concorrenza.
VIAGGIA PROTETTO: L’IMPORTANZA DELL’ASSICURAZIONE
Che tu faccia housesitting in Australia, Workaway in Europa o semplicemente viaggi zaino in spalla, avere un’assicurazione viaggio non è un optional, è fondamentale. Durante i miei anni in giro per il mondo ho dovuto usarla più volte, e ogni volta mi sono sentito fortunato ad averla.
Quando fai housesitting ti prendi cura di una casa e di animali che non sono tuoi. Se succede qualcosa, un incidente domestico, un’emergenza medica, un problema con l’animale, devi essere coperto. Immagina di trovarti in Australia, lontano da casa, e di dover affrontare spese mediche o legali senza protezione. Non ne vale la pena.
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LE MIE SCOPERTE IN AUSTRALIA
Come ti ho detto all’inizio, io non ho mai fatto housesitting personalmente. Ma vivendo due anni in Australia, e soprattutto lavorando e frequentando la comunità dei backpackers a Perth, ho conosciuto tante persone che l’hanno fatto e mi hanno raccontato le loro esperienze. Sono storie che mi hanno fatto capire quanto housesitting possa essere conveniente, ma anche quanto richieda flessibilità e un po’ di fortuna.
Il collega cameriere che non pagava affitto
Il primo a parlarmi di housesitting è stato un collega con cui lavoravo a Perth. Faceva il cameriere come me, ma non pagava affitto. Zero. Da un anno.
“Come fai?”, gli chiesi. “Housesitting”, mi rispose come se fosse la cosa più normale del mondo. Mi spiegò che si era registrato su aussiehousesitter.com, aveva creato un profilo curato con foto e descrizione dettagliata, e dopo le prime due esperienze positive aveva iniziato a ricevere richieste costanti.
Si spostava ogni 2-3 settimane, a volte un mese. Principalmente cani, ma anche qualche gatto. Cercava sempre di rimanere nella zona tra Cottesloe e Fremantle perché era comoda per il ristorante dove lavoravamo.
Io in quel periodo pagavo 300 dollari australiani a settimana per una singola stanza in una casa condivisa. Lui, invece, viveva in case intere, spesso bellissime, con giardino, a volte piscina, e con la compagnia di cani o gatti. Senza dover condividere gli spazi con nessuno. Praticamente un affare.
La cosa che mi colpì di più? Non era stressato. Mi disse che all’inizio aveva paura di non trovare continuità, di rimanere senza posto, ma dopo i primi mesi aveva capito che la domanda era altissima e che se ti fai una buona reputazione con recensioni positive, le offerte arrivano da sole. Tanto che dopo aver lasciato l’Australia, ha continuato a fare housesitting in Nuova Zelanda con lo stesso sistema.
Ovviamente il rovescio della medaglia era che non poteva accumulare troppa roba. Viveva con uno zaino grande e poco altro. Ma per un backpackers in Working Holiday, che tanto viaggia leggero, non è un problema.
Se vuoi sapere com’è davvero vivere a Perth e quali opportunità offre questa città, ti consiglio di leggere il mio articolo completo: Come si vive a Perth: la nostra esperienza in Australia.
La coppia che girava l’Australia con housesitting + car relocation
La seconda esperienza che mi ha fatto capire il potenziale di housesitting è quella di una coppia di amici che ho incontrato a Perth dopo qualche mese dal loro arrivo in Australia. Sono stato in contatto con loro durante tutto il loro viaggio: seguivo le loro avventure sui social e ci sentivamo ogni tanto. Hanno girato praticamente tutto il Paese combinando due cose: housesitting e car relocation.
Il car relocation, per chi non lo sapesse, è un servizio che ti permette di spostare auto o camper da una città all’altra per le compagnie di noleggio, a costo zero o pagando pochissimo (tipo 1-5 dollari al giorno). A volte addirittura ti danno benzina inclusa.
Loro facevano così: trovavano un housesitting, ci rimanevano 2-4 settimane, poi cercavano un car relocation per spostarsi nella città successiva. Ripetevano il ciclo per mesi. Risultato? Viaggiavano l’Australia praticamente gratis. Alloggio gratis, trasporti gratis o quasi.
Ma non era sempre facile. Me lo dissero chiaramente: “A volte devi ingegnarti parecchio per far combaciare le date”. Hanno dovuto dormire qualche notte in ostello per colmare gap tra un housesitting e l’altro, o accettare housesitting in zone non ideali solo perché disponibili.
Nonostante le difficoltà, mi dissero che ne valeva assolutamente la pena. Avevano visto l’Australia in un modo che nessun turista normale avrebbe mai potuto fare, vivendo in case vere, in quartieri residenziali, prendendosi cura di animali e sentendosi parte della comunità locale.
Il mio tentativo (fallito) a Kuala Lumpur
Quando ero a Kuala Lumpur, in Malesia, io e Marika pensammo di provare housesitting. Eravamo lì da qualche giorno e ci piaceva l’idea di fermarci un po’ più a lungo senza spendere troppo.
Così iniziai a cercare. Scrivevo su Facebook “Kuala Lumpur housesitting” e uscivano diversi annunci. Alcuni erano specifici per la città, altri erano gruppi mondiali tipo “House Sitting World” o “House & Pet Sitting International” dove le persone postano richieste da tutto il mondo.
Il problema? Concorrenza altissima. Ogni annuncio aveva decine, a volte centinaia di risposte. Persone con profili curatissimi, recensioni, esperienze pregresse. Noi eravamo praticamente invisibili. Inoltre, molti annunci richiedevano disponibilità di almeno 3-4 settimane, se non di più.
E qui ci siamo resi conto di una cosa: noi non eravamo sicuri di voler rimanere a Kuala Lumpur per più di due settimane. Volevamo flessibilità. E housesitting, per quanto conveniente, richiede un minimo di impegno a lungo termine.
Così abbiamo lasciato perdere. Ma quella ricerca mi ha fatto capire una cosa importante: housesitting funziona bene se hai tempo, se sei disposto a fermarti in un posto per settimane e se hai pazienza nel costruire un profilo con recensioni. Non è una soluzione last-minute, e di sicuro non è per chi vuole visitare una città velocemente e poi ripartire.
Questi gruppi Facebook possono essere utili, ma sono buoni soprattutto per chi non ha preferenze di destinazione. Se vuoi una città specifica, meglio usare le piattaforme dedicate.
HOUSESITTING VS ALTRE ALTERNATIVE
Quando si parla di viaggiare risparmiando sull’alloggio, housesitting non è l’unica opzione. Ci sono altre alternative molto popolari come Workaway e Couchsurfing. Ma quali sono le differenze? E quale conviene di più?
Housesitting vs Workaway
Il Workaway è una piattaforma di work exchange: tu lavori 4-5 ore al giorno, 5 giorni a settimana, in cambio di vitto e alloggio. Ho usato Workaway diverse volte, sia in Sud America che in Portogallo, e posso dirti che è un’esperienza completamente diversa da housesitting.
Con il Workaway, lavori. Che siano lavori in ostello, agricoltura, costruzioni, insegnamento lingue o aiuto con bambini, metti sempre energia fisica o mentale. È un’esperienza arricchente, ma richiede impegno.
Con housesitting, invece, non lavori nel senso classico. Certo, devi prenderti cura della casa e degli animali, portare fuori il cane due volte al giorno, pulire la lettiera del gatto, innaffiare le piante, ma sono compiti leggeri che ti lasciano libertà per il resto della giornata. Puoi lavorare in remoto, esplorare la città, fare quello che vuoi.
Costo? Il Workaway costa circa 49 euro all’anno. Housesitting, come vedremo tra poco, costa un po’ di più ma dipende dalla piattaforma.
Se vuoi sapere tutto sul Workaway, come funziona davvero e se ne vale la pena, leggi la mia guida completa su Workaway con esperienze reali.
Housesitting vs Couchsurfing
Il Couchsurfing è un’altra opzione molto diversa. È una piattaforma di ospitalità gratuita dove dormi sul divano (o in una stanza) di un locale, senza pagare nulla. A differenza di housesitting, però, il Couchsurfing è pensato per soggiorni brevi: da una notte a una settimana massimo.
La membership del Couchsurfing costa 14,29 euro all’anno, molto meno di qualsiasi piattaforma di housesitting. Ma ci sono grosse differenze.
Con il Couchsurfing, condividi gli spazi con l’host. Sei un ospite nella loro casa. Con housesitting, hai la casa per te. Inoltre, con il Couchsurfing non hai responsabilità, mentre con housesitting devi prenderti cura di casa e animali.
Il Couchsurfing è perfetto per soggiorni brevi, per conoscere locali e immergerti nella cultura del posto. Housesitting è per chi vuole stabilità, privacy e vuole fermarsi più a lungo in un luogo.
Ho usato il Couchsurfing durante il mio viaggio in solitaria in Sud America e posso dirti che è un’esperienza incredibile, ma richiede apertura mentale e flessibilità. Non è per tutti.
Confronto rapido
| Aspetto | Housesitting | Workaway | Couchsurfing |
|---|---|---|---|
| Costo | €50-300/anno | €49/anno | €14,29/anno |
| Durata media | 2-4 settimane | 2-4 settimane | 1-7 giorni |
| Lavoro richiesto | Minimo (cura casa/animali) | 4-5 ore/giorno | Nessuno |
| Privacy | Casa intera per te | Spazi condivisi | Spazi condivisi con host |
| Flessibilità | Media (devi rispettare date) | Bassa (orari fissi) | Alta (soggiorni brevi) |
| Ideale per | Nomadi digitali, backpackers | Chi vuole imparare/lavorare | Viaggi veloci, conoscere locali |
LE MIGLIORI PIATTAFORME DI HOUSESITTING
Ora veniamo alla parte pratica: quali piattaforme usare per trovare housesitting? Ce ne sono diverse, ognuna con i suoi pro e contro. Ecco le principali, con i costi aggiornati a gennaio 2025.
1. TrustedHousesitters
È la piattaforma più grande e conosciuta al mondo. Milioni di utenti, migliaia di annunci, sistema di recensioni solido. La usano soprattutto nel Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Stati Uniti.
Link: www.trustedhousesitters.com
Costo: $129-299 USD/anno
Spesso offrono sconti del 20-25%, specialmente durante il Black Friday o per i nuovi iscritti. I piani più costosi includono assicurazione veterinaria e supporto 24/7.
Pro: Tantissimi annunci, ottima reputazione, app mobile funzionale, verifiche di sicurezza.
Contro: Costo elevato, concorrenza alta sugli annunci più popolari.
2. Nomador
Piattaforma europea, molto usata in Francia, Spagna, Italia e Germania. Più economica di TrustedHousesitters e con meno concorrenza su alcune destinazioni.
Link: www.nomador.com
Costo: Abbonamento annuale: $99-199 USD/anno
Pro: Più accessibile, buona per l’Europa, meno concorrenza rispetto a TrustedHousesitters.
Contro: Meno annunci nei Paesi anglosassoni come Australia o USA.
3. HouseCarers
Piattaforma australiana, perfetta se vuoi fare housesitting in Australia, Nuova Zelanda o nel Pacifico. È più economica delle altre e ha un buon numero di annunci Down Under.
Link: www.housecarers.com
Costo: Circa €46 all’anno (50 USD)
Pro: Economica, focus su Australia e Oceania, facile da usare.
Contro: Pochi annunci al di fuori dell’Oceania, meno funzionalità rispetto a TrustedHousesitters.
4. AussieHouseSitters
Piattaforma 100% australiana, molto usata dai locali. È quella che usava il mio collega cameriere a Perth per trovare housesitting nella zona tra Cottesloe e Fremantle. Se il tuo obiettivo è l’Australia, questa è una delle migliori opzioni.
Link: www.aussiehousesitters.com.au
Costo: $89 AUD/anno
Pro: Focalizzata sull’Australia, community locale attiva, meno concorrenza internazionale rispetto a TrustedHousesitters.
Contro: Solo Australia, meno annunci nelle zone rurali.
5. MindMyHouse
Piattaforma più piccola ma con presenza globale. Molto economica, ideale per chi vuole provare housesitting senza spendere troppo.
Link: www.mindmyhouse.com
Costo: $29 USD/anno
Pro: Molto economica, nessun abbonamento obbligatorio per gli host.
Contro: Meno annunci, meno recensioni, sistema meno strutturato.
6. Gruppi Facebook (gratis)
Se non vuoi spendere nulla, puoi provare i gruppi Facebook dedicati a housesitting. Ce ne sono diversi, come “House Sitting World” o “House & Pet Sitting Australia”, dove host e sitter pubblicano annunci direttamente.
Costo: Gratis
Pro: Nessun costo, contatto diretto con gli host.
Contro: Nessuna verifica, nessuna assicurazione, concorrenza altissima, meno sicurezza.
BONUS: COMBINA HOUSESITTING E CAR RELOCATION
Se stai pensando di fare housesitting in Australia, c’è un trucco che può farti viaggiare praticamente a costo zero: combinare housesitting con il car relocation.
Il car relocation è un servizio offerto da compagnie di noleggio che hanno bisogno di spostare veicoli da una città all’altra. Ad esempio, un camper noleggiato a Sydney deve tornare a Melbourne, ma nessun cliente lo riporta. Invece di pagare qualcuno per farlo, la compagnia offre il veicolo a viaggiatori a costo bassissimo o addirittura gratis.
Le piattaforme principali sono:
- Imoova: comparatore che raccoglie offerte da diverse compagnie
- Transfercar: noleggi auto e camper a 1-5 dollari al giorno
- Apollo Motorhome: camper a costo zero con benzina inclusa (a volte)
Come funziona in pratica? Finisci un housesitting a Perth, cerchi un car relocation per Melbourne, guidi per qualche giorno pagando pochissimo, e inizi un nuovo housesitting a Melbourne. Ripeti il ciclo e viaggi l’Australia spendendo solo per cibo e attività.
È quello che facevano i miei amici backpackers, e ti assicuro che funziona. Ma richiede pianificazione, flessibilità e un po’ di fortuna per far combaciare le date.
CONSIGLI PRATICI PER INIZIARE
Se hai deciso di provare housesitting, ecco alcuni consigli pratici che ho raccolto dalle esperienze di chi l’ha fatto davvero.
Crea un profilo curato
Il profilo è tutto. Gli host ricevono decine di candidature per ogni annuncio, quindi devi distinguerti. Inserisci una foto professionale (non selfie, una bella foto in cui si vede bene il tuo viso), scrivi una descrizione sincera e dettagliata su di te, spiega perché vuoi fare housesitting, elenca le tue esperienze con gli animali (anche se non sono tantissime), e carica referenze se ne hai.
Più il profilo è curato, più aumentano le possibilità di essere scelto. Ricorda: gli host stanno affidando la loro casa e i loro animali a uno sconosciuto. Devono fidarsi.
Inizia con soggiorni brevi
Se non hai mai fatto housesitting prima, non candidarti subito per un housesitting di 2 mesi. Inizia con qualcosa di breve, una settimana o massimo due, per capire se ti piace, se riesci a gestire le responsabilità, e per ottenere la tua prima recensione.
Una volta che hai una recensione positiva, diventa tutto più facile. Gli host si fidano di più e le tue candidature hanno più peso.
Rispondi velocemente agli annunci
Gli annunci popolari ricevono decine di risposte in poche ore. Se vedi un housesitting che ti interessa, candidati subito. Non aspettare. E quando ti candidi, scrivi un messaggio personalizzato, non un copia-incolla generico.
Dimostra di aver letto l’annuncio, menziona il nome dell’animale, fai domande specifiche sulla casa o sulla zona. Gli host apprezzano chi si prende il tempo di scrivere un messaggio vero.
Sii flessibile sulle date e le destinazioni
Più sei flessibile, più possibilità hai. Se cerchi solo housesitting a Sydney per esattamente 2 settimane a giugno, le probabilità si riducono drasticamente. Se invece sei aperto a diverse città e hai margine sulle date, le opportunità aumentano.
Preparati a una videocall
Molti host vogliono fare una videocall prima di confermare. È normale. Vogliono vederti, parlarti, capire se sei affidabile. Prepara qualche domanda sulla casa, sugli animali, sulla zona. Mostra interesse reale.
Armati di pazienza
Non aspettarti di trovare il tuo primo housesitting in una settimana. Può volerci tempo, specialmente se non hai recensioni. Alcune persone si candidano a 20-30 annunci prima di ricevere la prima conferma. È normale. Non scoraggiarti.
A CHI È ADATTO HOUSESITTING
Housesitting non è per tutti. È importante capire se può funzionare per il tuo stile di viaggio e per le tue esigenze.
È perfetto per:
- Chi ha almeno 2-3 settimane da dedicare a un posto
- Backpackers con Working Holiday Visa che vogliono risparmiare sull’affitto
- Nomadi digitali che lavorano in remoto e cercano alloggi stabili
- Coppie che viaggiano a lungo termine
- Chi ama gli animali e vuole passare tempo con cani e gatti
- Chi cerca stabilità e privacy durante il viaggio
Non è adatto se:
- Vuoi viaggiare veloce e cambiare città ogni 2-3 giorni
- Hai paura degli animali o sei allergico
- Non ti fidi del sistema di recensioni online
- Cerchi flessibilità totale senza responsabilità
- Hai budget per hotel o Airbnb e preferisci quella comodità
Housesitting funziona se hai tempo, se sei disposto ad adattarti, e se vedi il viaggio come un’esperienza di immersione in un luogo, non solo come un tour veloce.
CONCLUSIONE
Housesitting è uno di quei modi di viaggiare che in Italia conosciamo ancora poco, ma che in Paesi come Australia, Nuova Zelanda, Canada e Regno Unito è normalissimo. Non l’ho mai provato personalmente, ma dopo aver visto come ha cambiato il modo di viaggiare di persone che ho conosciuto, dal collega cameriere che non pagava affitto da un anno alla coppia che ha girato l’Australia praticamente gratis, posso dirti con certezza che è una soluzione intelligente per chi vuole viaggiare a lungo senza spendere una fortuna.
Non è per tutti. Richiede pazienza, flessibilità, responsabilità e un minimo di pianificazione. Ma se hai tempo, se ami gli animali, e se cerchi un modo autentico di vivere un posto invece di visitarlo da turista, allora housesitting potrebbe essere esattamente quello che fa per te.
In futuro mi piacerebbe provarlo personalmente, magari durante un prossimo viaggio in Australia o in Nuova Zelanda. Se lo farò, ti racconterò tutto qui sul blog. Nel frattempo, se tu hai esperienze di housesitting o domande, scrivimi nei commenti. Sarò felice di risponderti.
Hai mai fatto housesitting? Raccontami la tua esperienza nei commenti!
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